L'ENERGIA GIUSTA AL MOMENTO GIUSTO
Come ripetiamo spesso, gran parte della qualità delle nostre relazioni dipende da da quale parte di noi ci stiamo relazionando.
Ogni interazione umana, in famiglia, nel lavoro, nella coppia, con gli amici o con perfetti sconosciuti, produce risultati molto diversi a seconda dell'energia e dello stato di coscienza da cui nasce. Non è tanto ciò che facciamo o diciamo a determinare il risultato, quanto chi siamo in quel momento e da quale parte di noi stiamo agendo.
Una delle cose che ho imparato grazie all'astrologia è che la vita è composta da diversi settori, ciascuno caratterizzato da qualità energetiche specifiche. I dodici settori della carta natale rappresentano proprio dodici ambiti dell'esistenza, ognuno dei quali richiede determinate energie per poter funzionare armoniosamente. Quando impariamo a riconoscere queste energie e a utilizzarle nel contesto appropriato, otteniamo risultati molto diversi rispetto a quando le impieghiamo nel posto sbagliato.
Vi faccio un esempio concreto.
Prendiamo una persona che conosco molto bene. Nel suo tema natale emerge una forte energia legata alla convivialità, al divertimento, all'amicizia, alla leggerezza, a ciò che, in modo scherzoso, potremmo definire un'energia "caciarona": stare in compagnia, scherzare, mangiare insieme, fare festa. È una qualità bellissima.
Contemporaneamente, possiede anche un'altra energia completamente diversa: seria, strutturata, disciplinata, profonda e talvolta persino un po' rigida. Anche questa è una qualità preziosa.
Il problema non è la presenza di queste due energie. Il problema nasce dal fatto che molto spesso le utilizza nei contesti sbagliati.
Nel lavoro porta la parte più giocosa e informale, con il risultato di non essere preso sufficientemente sul serio. Nelle relazioni intime, invece, utilizza la parte più severa, controllata e razionale, rendendo il rapporto pesante e poco spontaneo.
Così facendo ottiene esattamente il contrario di ciò che desidera: nel lavoro perde credibilità e nelle relazioni perde calore e vicinanza.
Questo esempio ci permette di comprendere una legge molto importante.
Nessuna energia è sbagliata. Ogni parte di noi possiede un valore.
Ciò che fa la differenza è quando, come e dove utilizziamo quella determinata energia.
Essere interiormente integrati non significa perdere le proprie caratteristiche, diventare una persona neutra, senza personalità, senza colore o senza sfumature. Significa esattamente il contrario: significa avere accesso a tutte le proprie risorse interiori e poter scegliere consapevolmente quale utilizzare in base alla situazione.
È come avere una cassetta degli attrezzi ben fornita.
Non useremo sempre lo stesso strumento.
Useremo quello più adatto al lavoro che dobbiamo svolgere.
Facciamo un esempio molto semplice.
Se devo andare in banca a chiedere un mutuo, probabilmente non mi presenterò in infradito, pantaloncini da spiaggia, cappello di paglia e lecca-lecca in bocca. Con quello stesso abbigliamento andrò volentieri al mare, ma difficilmente sarà il più adatto per un colloquio con il direttore della banca.
Qualcuno potrebbe obiettare: "Io sono fatto così. Se mi vogliono, mi accettano come sono."
È un ragionamento che può sembrare coerente, ma ignora una realtà fondamentale: ogni contesto possiede regole, linguaggi ed energie differenti.
La maturità non consiste nel pretendere che il mondo si adatti continuamente a noi.
Consiste nello sviluppare la capacità di muoversi con intelligenza all'interno di contesti diversi, senza perdere la propria autenticità.
Lo stesso vale per ogni nostra qualità.
Anche una caratteristica positiva, come la profondità, deve essere dosata in funzione dell'interlocutore. Se la persona che abbiamo davanti desidera affrontare un argomento in profondità, allora quella qualità sarà preziosa. Se invece cerca semplicemente un momento di leggerezza, continuare a insistere diventa inutile e spesso controproducente.
Molti conflitti nascono proprio da questo.
Pretendiamo che gli altri ci comprendano, ci ascoltino, vedano il mondo come lo vediamo noi o si comportino secondo le nostre aspettative. In quel momento non stiamo più osservando la situazione nel suo insieme. Stiamo osservando soltanto noi stessi.
Non stiamo leggendo ciò che il presente richiede.
Se invece siamo realmente presenti, la situazione stessa ci suggerisce quale atteggiamento assumere, quali parole pronunciare, quali evitare, quando intervenire e quando, invece, è più saggio rimanere in silenzio.
La presenza rende l'azione intelligente.
L'automatismo, al contrario, rende l'azione meccanica.
Quando viviamo automaticamente utilizziamo sempre la stessa energia, indipendentemente dalla situazione. È ciò che accade quando qualcuno afferma: "Questo è il mio carattere. O mi accetti così oppure il problema è tuo."
In realtà non sta parlando del proprio carattere.
Sta descrivendo un'identificazione.
Ha ridotto tutta la propria identità a una sola caratteristica dominante e pretende che quella modalità funzioni sempre, con chiunque e in qualsiasi circostanza.
È come se un meccanico possedesse soltanto una chiave inglese o un chirurgo un solo bisturi.
Potrebbero svolgere qualunque intervento?
Ovviamente no. Un bravo meccanico dispone di decine di strumenti diversi e sa quale utilizzare in ogni situazione.
Lo stesso vale per un chirurgo. Prima di ogni intervento viene preparato un set specifico di strumenti, perché ogni operazione richiede competenze e strumenti differenti. Così dovrebbe essere anche il nostro mondo interiore.
La vera crescita consiste nell'ampliare progressivamente il numero delle nostre risorse interiori e, soprattutto, nello sviluppare la sensibilità necessaria per sapere quale utilizzare, in quale momento e con quale intensità.
Questo è possibile soltanto quando smettiamo di vivere in modo automatico e iniziamo ad agire con energia cosciente.
E quando la coscienza si approfondisce ulteriormente, entra in gioco quella che definiamo energia creativa. A quel livello non ci limitiamo più ad osservare noi stessi o l'interlocutore: iniziamo a percepire la situazione nel suo insieme. Diventiamo capaci di cogliere ciò che il momento presente richiede realmente e di rispondere con spontaneità, lucidità e intelligenza.
Non reagiamo più meccanicamente.
Non siamo più guidati dalla compulsione, dall'ansia, dalla paura o dal bisogno di avere ragione.
Agiamo partendo da uno stato di presenza, apertura e rilassamento.
Ed è proprio da quello spazio interiore che nasce la qualità delle nostre relazioni e, più in generale, della nostra vita.