Newsletter n. 95 - Roberto Potocniak & Eleonora Benzi ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌
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Ogni venerdì un articolo di approfondimento su tematiche di lavoro interiore spirituale o di aggiornamento sui calendari dei percorsi
▪  a cura di Roberto Potocniak & Eleonora Benzi ▪


COSCIENZA, MENTE E
CONSAPEVOLEZZA

 

Dovremmo ricordare che la coscienza è quella parte di noi che non muore assieme al corpo, assieme alla mente, assieme alle emozioni, assieme a tutto il nostro bagaglio. Essa, durante il processo della morte, fa una sorta di backup e porta con sé le esperienze salienti, quelle più importanti. Soprattutto porta con sé tutti i nostri cerchi da chiudere - positivi, negativi e neutri: tutto ciò che è rimasto in sospeso.

Nel nostro percorso possiamo vedere la mente sotto due aspetti. Uno è la mente intesa come coscienza mentale, cioè la capacità di leggere il momento presente, di vedere le cose, di percepirle. Dobbiamo distinguerla dai contenuti della mente, che sono invece quei flussi di pensieri che quasi sempre vanno in automatico, disturbando la percezione delle cose.

Quando noi usiamo la parola “mente” intendiamo dunque la capacità di leggere, percepire, assorbire le impressioni sensoriali, portarle dentro, elaborarle e formulare attivamente dei pensieri e dei costrutti grazie alla coscienza, con uno sforzo volontario e cosciente. Questo è un processo molto diverso rispetto all’avere pensieri casuali: spesso noi prendiamo questi ultimi per “pensare”, cioè quando la mente salta da una cosa all'altra in automatico e chiamiamo pensieri quei salti. In realtà quelli sono pensieri automatici, mossi da meccanismi subconsci.

Diverso è il pensare cosciente: il pensare richiede focus, coscienza, mantenere una riflessione per tutto il tempo che vogliamo per approfondire, fare connessioni e ricavare qualcosa. Il pensare meccanico non ha obiettivo, semplicemente la mente vaga di qua e di là. Invece il pensare cosciente ha sempre uno scopo: ha l’obiettivo di riflettere, ricavare un'intuizione, ottenere una comprensione, trovare una soluzione a un problema.

La coscienza non è la mente, né tantomeno lo è il cervello (grande dibattito nelle neuroscienze): il cervello non è la mente, è semplicemente l'hardware. Tu non sei l'automobile; tu sei colui che dovrebbe guidare l'automobile, sei il padrone. Quindi la coscienza è il padrone, la mente è uno strumento, e i pensieri sono un sottoprodotto: o della coscienza mentale, quando ho un focus e scelgo di pensare a qualcosa; oppure semplicemente dei meccanismi inconsci che muovono pensieri pescando un po' dal passato, un po' dalle aspettative, dalle paure, dalle proiezioni verso il futuro... che non è pensare, ma essere pensati.

Dobbiamo distinguere i momenti in cui usiamo con focus - cioè coscientemente - il centro mentale, il centro emozionale o il centro motorio (solo relativamente il centro istintivo, che di solito lavora da solo, indipendente dal resto), dai momenti in cui la nostra mente va in automatico e aggancia emozioni automatiche che a loro volta diventano reazioni meccaniche. Queste reazioni fanno muovere il nostro corpo, agitano il corpo, ammalano il corpo, portano a rispondere male, ad aggredire, a scappare, a difendersi… tutto in automatico. Quindi dobbiamo distinguere tutto questo.

Quando parliamo di consapevolezza (ripeto: in questo percorso, perché ogni percorso usa questi termini in modo diverso) ci riferiamo a un'energia superiore, trascendente, che non ha niente a che vedere con i nostri io, con la mente o con le emozioni, perché è uno stato di coscienza espanso. In realtà è un'energia cosmica. Vedremo infatti che, come esiste l'amore umano ordinario, esiste anche l'amore dell'universo; cioè esiste un'energia d'amore che non è soltanto quella che si trova dentro di noi, ma può essere canalizzata.

La consapevolezza è una sorta di facoltà di lettura, un po’ come la coscienza mentale che legge il presente e capisce le situazioni; la differenza è che la consapevolezza è una facoltà superiore e non è ego-riferita come la coscienza mentale, la quale rimane comunque sempre riferita a un “io”: «io vedo, io comprendo, io sento, io percepisco, io decido». C'è sempre un io di mezzo. La consapevolezza è esente dall'io ed è non-duale. Questo significa che, quando riusciamo ad accedere alla consapevolezza - che è un'energia impersonale - la nostra coscienza mentale riesce a percepire le cose dall'alto, in modo totalmente distaccato, e avremo una visione ancora più oggettiva, non mediata dall'ego, dalle ferite o dalla sofferenza; avremo una percezione nuda e cruda della realtà, pulita e cristallina.

Già se allineiamo la coscienza con i centri, facendo un buon lavoro, siamo comunque coscienti di noi e vediamo le cose con chiarezza. Riusciamo a percepire con chiarezza, ma c'è ancora l'io che in qualche misura manipola la percezione in base a ciò che lo spaventa, in base a ciò che gli piace o non gli piace, in base alle esperienze passate che teme possano ripetersi nel presente o che desidera riprodurre nel futuro. Questi sono i meccanismi che inquinano la percezione della realtà e ci portano a sbagliare. È importante sottolineare che nessuno è sbagliato in sé; però si commettono errori a causa di una percezione errata delle cose.

La percezione, come abbiamo detto, dipende dal livello di coscienza mentale: da quanto siamo puliti, da quanto siamo coscienti, da quanto la coscienza è libera di vedere attraverso la mente senza schermi, filtri, paure, condizionamenti e ferite che si frappongono; o anche dal grado in cui è libera di sentire le emozioni in modo non inquinato, percependole senza aggiungere storie, attaccamenti o resistenze.

Più la mia percezione è pulita, più vedo le cose oggettivamente e più saprò come muovermi in una situazione. Questo è un passaggio cruciale. Se io vedo con chiarezza una persona (non solo per come è vestita o per come parla), se ricevo livelli di percezione oltre la maschera, oltre ciò che la persona vuole farmi vedere, e se non progetto su di essa le mie distorsioni, allora ho dati molto più precisi e chiari per agire in modo adeguato. Ciò avviene perché la coscienza (e più in alto la consapevolezza) è sempre “in relazione a”: io sono cosciente in relazione a qualcosa, sono consapevole in relazione a qualcosa. Questo mi permette di avere una percezione chiara e quindi di relazionarmi non solo alle persone e alle situazioni, ma a esse in relazione al passato, al presente e al futuro immediato.

Essendo la consapevolezza un'energia superiore e più espansa, essa ci permette di uscire dalla chiusura mentale — dal guardare la vita attraverso un tubo di cartone — e di avere una visione allargata che consente realmente di comprendere le dinamiche in gioco. Se vedo con estrema chiarezza una situazione, sia sul piano orizzontale (coscienza) sia sull'asse verticale (consapevolezza), avrò una percezione precisa della sequenza: saprò prevedere possibili reazioni e risultati, in modo da scegliere la risposta adeguata. È come avere una timeline ampliata del passato, presente e futuro che mi consente di muovermi con maggior efficacia.

Teniamo presente che non esiste un “meglio” assoluto: ciò che è giusto o sbagliato è sempre in relazione a un obiettivo e al contesto. Per questo l'uso corretto della mente, delle emozioni e delle intelligenze multiple permette di comprendere che “giusto” e “sbagliato” sono determinati da ciò che voglio ottenere in quel preciso momento, con quella persona e in quelle condizioni. Tra cinque minuti ciò che ora appare giusto può essere sbagliato, perché una variabile può cambiare leggermente; allora la scelta precedente può produrre effetti opposti.
Questo è essere nel qui e ora: fare la cosa giusta tenendo conto delle variabili presenti.

VIDEO - GLI STATI DI COSCIENZA SUPERIORI

 

 Grazie di cuore per l'Attenzione, a presto

Roberto Potocniak & Eleonora Benzi

Nota informativa importante:
Alcuni percorsi per i quali Roberto Potocniak è il formatore sono curati e seguiti dall'azienda Business Zen-Maestri di se stessi (in collaborazione con Roberto), mentre Wake Up, i ritiri dal vivo a Udine, l'Accademia di Naturopatia MES ed i percorsi di Astrologia sono curati personalmente da Roberto ed Eleonora. 
La newsletter ed il canale di posta accademia.mes@gmail.com rispondono unicamente per i percorsi curati direttamente da Roberto Potocniak ed Eleonora Benzi.

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