Tutto nell’universo si muove secondo due leggi fondamentali: la Legge del Tre e la Legge del Sette.
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La Legge del Tre spiega come nasce qualcosa, mentre la Legge del Sette spiega come quel qualcosa si sviluppa nel tempo.
L’idea di base è che niente nella vita procede in linea retta.
Ogni processo, ogni progetto, ogni sforzo, ogni crescita, segue un movimento ondulatorio, fatto di slanci e deviazioni, accelerazioni e rallentamenti.
La Legge del Sette ci mostra che ogni cosa tende a perdere la propria direzione iniziale se non riceve, durante il percorso, una nuova spinta cosciente.
L’esempio della scala musicale
Per spiegare questa legge, Gurdjieff usava la scala musicale: do – re – mi – fa – sol – la – si – do.
Fra certe note (mi-fa e si-do) c’è un intervallo, una piccola “pausa naturale”, una zona in cui l’energia tende a disperdersi o cambiare direzione.
Lo stesso accade in ogni processo della vita.
Quando un impulso parte (do) e comincia a crescere, inevitabilmente incontra dei punti di deviazione.
Se in quei punti non interviene una forza cosciente (un “colpo addizionale”), il processo cambia direzione o si ferma.
In parole semplici
Ogni cosa che inizi — un progetto, un amore, un percorso interiore — nasce con entusiasmo e chiarezza (do-re-mi).
Poi, inevitabilmente, arriva un momento di attrito o di stallo (tra mi e fa): la difficoltà, la noia, la delusione, la fatica.
Se non sei presente, se non rinnovi la tua intenzione, la tua energia cambia direzione: l’ottava devia.
È per questo che tanti iniziano un lavoro su di sé, una relazione, una dieta, un sogno… e poi lo abbandonano a metà.
Lo stesso succede più avanti (tra si e do): quando qualcosa sta per completarsi, nasce un’altra resistenza, più sottile - l’orgoglio, la paura del successo, l’abitudine.
Solo chi introduce nuova consapevolezza può completare l’ottava e chiudere il cerchio.
Esempio pratico
Immagina di voler meditare ogni giorno:
• I primi giorni (do-re-mi) tutto scorre, ti senti motivato.
• Poi, improvvisamente, perdi entusiasmo: la mente resiste, il corpo si ribella (mi-fa).
• Se ricordi te stesso e rinnovi la tua intenzione, il processo riparte (fa-sol-la-si).
• Ma poco prima di una vera trasformazione interiore (tra si e do), appare un altro ostacolo più sottile: la distrazione, la vanità, la sensazione “di aver già capito”.
Solo chi resta presente attraversa anche quell’ultima soglia e raggiunge una nuova ottava, cioè un nuovo livello di coscienza.
In termini energetici
Ogni movimento della vita è una ottava, un ciclo completo di sviluppo.
Ma senza correzione cosciente, l’energia non arriva mai al suo pieno potenziale.
La Legge del Sette ci insegna che per evolvere consapevolmente, dobbiamo:
1. conoscere il punto di partenza (do),
2. prevedere dove si manifesteranno gli intervalli (mi-fa e si-do),
3. e intervenire con la presenza, per mantenere la direzione originaria.
La Legge del Sette dentro di noi
Nel lavoro interiore, la Legge del Sette descrive il ritmo dell’evoluzione della coscienza: nessun risveglio è lineare.
Ci sono progressi, ricadute, deviazioni, fasi di silenzio e di espansione.
Solo chi resta presente e rinnova la sua intenzione cosciente può attraversare le ottave senza perdersi.
L’uomo addormentato vive ottave meccaniche.
L’uomo che si ricorda di sé crea ottave coscienti.
In sintesi
> La Legge del Tre spiega come qualcosa nasce.
> La Legge del Sette spiega come qualcosa cresce, devia e si compie.
Ogni processo segue questo ritmo:
Impulso > Crescita > Resistenza > Correzione > Sviluppo > Ostacolo finale > Completamento
E ogni volta che completi un’ottava, inizi naturalmente la successiva - su un livello più alto di coscienza.
Il concetto chiave è che...
Ogni cosa nella vita parte retta e finisce curva.
Solo la coscienza può mantenere la direzione.
• La Legge del Tre crea
• La Legge del Sette trasforma.
• La Coscienza unisce entrambe.