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ESERCIZIO - Osservazione dei centri:
In diversi momenti della giornata è utile esercitarsi nell’osservazione di sé, chiedendosi: “Cosa sto pensando? Perché lo penso? Come lo penso? Cosa sto provando? Come mi sto muovendo?”
A volte ci si può concentrare sulla funzione intellettuale, altre volte su quella emozionale, istintiva o motoria.
Possiamo osservare i nostri pensieri e la loro qualità. Possiamo notare le sensazioni fisiche (calore, freddo, tensioni, rilassamento). Possiamo osservare come ci muoviamo: come camminiamo, come stiamo seduti, come ci alziamo.
Non è semplice distinguere la funzione istintiva da quella emozionale, perché la psicologia ordinaria tende a confonderle. La Quarta Via invece insegna a separarle.
APPROFONDIMENTO: GLI STATI DI COSCIENZA E LA MACCHINA UMANA
Ogni centro riceve un tipo preciso di energia adatto alle sue funzioni. Tuttavia, nella nostra condizione meccanica, i centri “rubano” energia l’uno all’altro: un centro che dovrebbe lavorare con energie sottili si riduce a funzionare con energie più grossolane, e viceversa. È così che la macchina umana funziona oggi: in squilibrio.
La Quarta Via distingue quattro energie principali che attraversano l'uomo: 1. Energia fisica o meccanica – quella che usiamo per i movimenti concreti (sollevare, spostare, camminare). 2. Energia vitale – quella che sostiene i processi biologici, la digestione, la rigenerazione dei tessuti, la salute dell’organismo. 3. Energia psichica o mentale – quella che alimenta i centri e permette il pensiero, le emozioni, l’immaginazione. 4. Energia di consapevolezza – la più sottile e preziosa, necessaria per il risveglio e per il Ricordo di Sé.
Queste energie sono in continuo movimento, e ogni centro può influenzare gli altri. Pensieri, emozioni, sensazioni e posture sono strettamente collegati. Un cambiamento in un centro genera un’immediata reazione negli altri.
La difficoltà del controllo Con tutta la volontà che possiamo concentrare, possiamo ottenere un certo controllo su un centro, ma mai su tutti contemporaneamente. Appena cerchiamo di cambiare qualcosa, gli altri centri riportano il sistema alla vecchia reazione meccanica. Se provo a pensare in un modo nuovo, ma mantengo le solite posture e abitudini, ritorno presto nei vecchi pensieri. Se cerco di provare emozioni diverse, ma continuo a pensare come prima, tornano le emozioni negative. Per un vero cambiamento occorre trasformare contemporaneamente i quattro centri. Questo richiede sforzo e lotta interiore: senza lotta, non può esserci consapevolezza né volontà.
Gli stati di coscienza Ogni uomo ha la possibilità di sperimentare quattro stati di coscienza, ma l’uomo ordinario vive quasi sempre nei primi due.
1. Primo stato di coscienza – Sonno È lo stato del sonno notturno. Non vi è consapevolezza, i centri funzionano al minimo per ricaricarsi. I sogni rappresentano un’elaborazione caotica delle impressioni accumulate durante il giorno.
2. Secondo stato di coscienza – Veglia ordinaria È lo stato in cui trascorriamo la maggior parte della vita. È caratterizzato da identificazione, immaginazione e menzogna. L’uomo crede di essere sveglio, ma in realtà agisce automaticamente, mosso da associazioni meccaniche e abitudini. È lo stato in cui accumuliamo memorie nei centri inferiori.
3. Terzo stato di coscienza – Coscienza di Sé Accade di rado, in modo accidentale, in momenti di grande gioia o paura. È lo stato in cui l’uomo si ricorda di se stesso, percepisce “Io sono qui, adesso”. Si attiva il centro emozionale superiore. Può essere evocato con il Ricordo di Sé e con sforzi coscienti, ma senza preparazione non può durare a lungo.
4. Quarto stato di coscienza – Coscienza Oggettiva Stato rarissimo, raggiungibile solo dopo il terzo. È la capacità di vedere le cose come sono realmente, di percepire le leggi che regolano l’universo. Si attiva il centro intellettuale superiore. È alimentato da idrogeni molto sottili (H6) e richiede sofferenza volontaria e sforzo cosciente.
La molteplicità degli Io Il più grande inganno dell’uomo è credere di avere un unico Io. In realtà siamo frammentati in centinaia di piccoli Io, ognuno con desideri e opinioni diverse. Ogni stimolo esterno risveglia un Io diverso. Un Io fa una promessa, un altro la dimentica o la rinnega. Ci identifichiamo ogni volta con l’Io del momento, credendo che sia l’intera nostra identità. Questa molteplicità è nascosta dai respingenti, meccanismi che giustificano le contraddizioni e impediscono di vedere la nostra mancanza di unità.
Personalità ed Essenza Gli Io si raggruppano in personalità, maschere sociali che cambiamo a seconda delle circostanze: un Io con gli amici... uno a casa con la famiglia... uno sul lavoro... uno quando siamo soli... Quasi mai queste personalità esprimono la nostra essenza, la parte più autentica di noi. Esse sono state costruite per imitazione, educazione e adattamento, e hanno sostituito la vera individualità.
Per concludere L’uomo ordinario vive nei primi due stati di coscienza, schiavo delle sue reazioni meccaniche. Il Lavoro sulla Quarta Via ci invita ad osservare i nostri centri, riconoscere i nostri Io, distinguere la personalità dall’essenza e lottare contro l’automatismo. Solo così è possibile avvicinarsi al terzo stato di coscienza e, gradualmente, alla coscienza oggettiva, che rappresenta la liberazione dalla meccanicità e l’inizio di una vera vita interiore.
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